Otto principi fondamentali della politica economica cinese contemporanea

cinayuanIl rapido sviluppo economico della Cina negli ultimi anni è stato spesso definito con aggettivi quali “miracoloso” [1]. Parlare di un “Beijing Consensus” o di un “modello cinese” è diventata ormai prassi comune nei dibattiti accademici.

Ma, come abbiamo scritto altrove, “forti problemi teorici sono iniziati ad emergere per quanto riguarda l’esistenza, il contenuto, e le prospettive del modello Cina” [2]. La domanda chiave, quindi, è la seguente: quale tipo di teoria economica e quale strategia sono alla base di questo “miracolo”? Il modello cinese è stato variamente descritto, alternativamente, come una forma di neoliberismo, o come un nuovo tipo di keynesismo. Riteniamo che i grandi progressi recenti registrati nello sviluppo del paese siano i risultati dei progressi teorici nel campo dell’Economia Politica, verificatisi all’interno dello stesso contesto cinese; al contrario, i principali problemi che hanno accompagnato lo sviluppo della Cina riflettono l’influenza dannosa del neoliberismo occidentale.

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Fondato a Pechino il Forum Mondiale Culturale

falce-martello-cineseOvunque io vada, mi sento porre la stessa domanda: “La Cina è ancora un paese comunista?”. La mia risposta è sempre la stessa: “La Cina è una delle culture più antiche e più importanti della terra, la sua leadership la definisce ‘paese socialista con caratteristiche cinesi’. E quando la Cina dice qualcosa, dovrebbe essere presa sul serio; il mondo dovrebbe ascoltare”. L’Occidente e i suoi defunti intellettuali di sinistra dimostrano arroganza e sciovinismo quando trattano la Cina. Dovrebbero tacere una volta per tutte, ascoltare e imparare qualcosa dalle grandi nazioni non occidentali e dalle loro culture!

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Essere comunisti oggi: riscoprire le radici e studiarne le moderne applicazioni

China-90th-anniversary-CPC-300x168Nell’odierna società globalizzata del XXI secolo definirsi, anche in una semplice conversazione tra amici, comunista può creare un senso di incredulità nell’ascoltatore. La caduta del Muro di Berlino e l’implosione dell’Unione Sovietica non solo hanno segnato la fine di una speranza per milioni di uomini, ma hanno anche inferto un duro colpo all’immagine di chiunque ancora aspiri a una trasformazione in senso socialista della società. A peggiorare questa situazione si sono in seguito aggiunti, soprattutto nei paesi dell’Europa occidentale, tranne qualche rara eccezione, persino tentativi disastrosi di una “rifondazione” dell’ideale comunista, che in verità hanno nascosto un puro e semplice liquidazionismo della gloriosa e anche complessa storia del movimento comunista novecentesco.

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La Cina abbandonerà il calcolo del PIL: per misurare la qualità di benessere conta socialità ed ambiente!

A-Strong-WindIl benessere viene comunemente misurato attraverso il livello di ricchezza. La Cina socialista ha deciso di cambiare strada. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) come strumento di misura della performance locale sarà sostituito in oltre una settantina di città e distretti della Repubblica Popolare. I vertici del Partito Comunista Cinese l’hanno stabilito alla fine dell’anno scorso e il premier Xi Jinping l’ha ribadito nel giugno 2014: “Non possiamo più usare il semplice PIL per decidere chi sono i più bravi”. I funzionari governativi stanno eseguendo il contr’ordine: ora chiedono l’attenzione per l’ambiente e la riduzione della povertà. Insomma la Cina sta abbandonando il dogma della crescita economica ad ogni costo promosso con le riforme del “socialismo di mercato” per incoraggiare una migliore qualità della vita per i lavoratori.

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