Fabio Scolari: “La Cina riafferma ancora oggi la sua natura marxista”

cinaPubblichiamo di seguito l’intervista al nostro collaboratore Fabio Scolari, realizzata da Andrea Marsiletti per la testata italiana “ParmaDaily”. Lo scambio è avvenuto a margine di una conferenza tenutasi a Milano intitolata “Attualità del socialismo in Asia” in cui Scolari era relatore e dove sono state affrontate le varie realtà di sviluppo del socialismo in Cina, Laos, Vietnam e Corea del Nord.

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Il nuovo marxismo nella Cina contemporanea

studentsIl compagno Hu Daping, professore associato all’Università cinese di Nanjing, in un interessante articolo pubblicato sulla rivista “Il Ponte” del maggio-giugno 2013 e intitolato “Il dibattito cinese su Marx”, ha notato che dal 1949 fino ad oggi in Cina “il marxismo è considerato, non solo scienza storica, ma anche l’ideologia pratica del proletariato, ovvero la base teoretica del Partito comunista cinese (Pcc). Il marxismo non è semplicemente uno dei discorsi, ma la base di ogni discorso; questo gli conferisce lo status di meta-teoria delle scienze umani e sociali. Per questo motivo, molti e diversificati sono gli approcci e gli studi di tipo marxista; ne segue che, di solito, il dibattito non sia meramente accademico o teoretico, ma frequentemente si differenzi in base a particolari posizioni politiche e in riferimento a determinate realtà sociali”.

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Un’importante lezione di diritto costituzionale dalla Cina

Hu Angang è direttore del Centro Studi per la Cina,un centro di ricerca congiunto della Accademia Cinese delle Scienze e dell’università Tsinghua. Questo articolo è distribuito dalla Guancha Syndicate e il suooriginale cinese è stato pubblicato nel Guancha.cn. (Traduzione in italiano di Ada Donno).

pcc_congressSHANGHAI – Due decenni fa, dopo la fine della guerra fredda, molti paesi non occidentali si sono sbarazzati de i loro sistemi politici precedenti, sostituendoli con la democrazia occidentale.Invece di assimilare tali sistemi stranieri tenendo anche conto delle loro culture politiche, molti di essi hanno semplicemente trapiantato il sistema presidenziale degli Stati Uniti sul proprio territorio. Allora, era opinione diffusa che la democrazia sarebbe stata la “panacea” che avrebbe curato tutte le disfunzioni dell’era sovietica. E le nuove democrazie avrebbero marciato assieme all’Occidente su un percorso comune fino alla fine della storia. Tuttavia, in soli 20 anni e passa, tutte queste nuove democrazie –comprese quelle esistenti nello stesso Occidente – senza eccezione alcuna, sono cadute in una profonda crisi di tipo strutturale.

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In Cina si riconferma l’attualità del pensiero di Lenin

china_confLenin

Fra il 20 e il 22 ottobre scorsi ha avuto luogo presso l’Università del Wuhan, in Cina, la Conferenza Internazionale sul Pensiero di Lenin nel XXI secolo e la sua validità. L’evento era diretto dal prof. He Ping ed è stato patrocinato da tre organismi del medesimo ateneo: la Facoltà di Filosofia, l’Istituto di Filosofia Marxista e l’Istituto di studi sul Marxismo occidentale. Se è vero che la maggior parte dei relatori era cinese e vicini al Partito Comunista al governo, non sono mancati interventi di esperti e militanti esteri provenienti da Austria, Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, India, Italia, Russia, ecc. Fra di essi spiccavano i nomi dell’accademico e dirigente comunista polacco Zbigniew Wiktor e l’esponente del Partito Comunista di Gran Bretagna (Marxista-Leninista) Ella Rule, che ha difeso apertamente e in dettaglio il contributo teorico e pratico di Stalin nella costruzione del socialismo. Il ricercatore austriaco Benjamin Opratke, invece, ha dissertato sul legame profondo che intercorreva fra Antonio Gramsci e il Marxismo-Leninismo. Era presente pure lo statunitense Norman Levine che ha rappresentato la tendenza opportunista della socialdemocrazia occidentale cercandodi mettere in contrapposizione Marx con i comunisti che gli sono succeduti. Il Partito Comunista Cinese e i suoi 80 milioni di membri, nonostante le molteplici riforme e aperture che ha saputo condurre, resta però fermo nei principi scientifici del Marxismo-Leninismo e nell’obiettivo strategico della trasformazione socialista prima e comunista poi dell’immenso paese asiatico.

Ap e Vaticano:”Lotta per le investiture”

Liu Bainian, vice presidente dell'Ap ed il Vaticano in lotta

Si parla poco della grande associazione patriottica cinese (AP)le poche informazioni che giungono a noi sono perlopiù modificate o strumentalizzate con lo scopo di screditare una chiesa popolare che ha scelto liberamente di seguire il proprio credo senza sottostare all’influenza, troppo spesso opprimente, della Curia romana.

L’AP, in piena coerenza con il principio adottato dalla Repubblica Popolare Cinese di essere un paese libero ed indipendente, ha scelto di seguire il proprio percorso fideistico cristiano disconoscendo nel proprio paese la presunta autorità universale del Papa e delle gerarchie romane, che con la fede non c’entrano proprio nulla. Continua a leggere

Quando “pace ” vuol dire politica

Da anni la politica ha occupato il palco dei Nobel. In vista dunque del sempre più crescente ed ingiustificato timore verso la Repubblica Popolare Cinese da parte degli ambienti politici ed economici occidentali, ecco che anche un’onorificenza può diventare uno strumento nelle mani della propaganda anti-cinese e anti-comunista.

Liu Xiaobo è stato recentemente insignito del prestigioso premio, il “Nobel per il mantenimento della pace”, nonostante egli sia stato condannato dalla giustizia cinese come un sovvertitore dell’ordine costituzionale che sta facendo passi avanti in ogni campo, compreso quello sviluppo della democrazia socialista. Non è un mistero che l’Occidente oggi in piena crisi economica e sociale tenti di evitare – in pieno stile imperialista – che nasca un ordine multipolare e pacifico su iniziativa di Pechino e non è un mistero che per fare questo siano necessari dei traditori del proprio paese.

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La riunificazione cinese, strategia politica o graduale abbandono del Socialismo ?

Hong Kong e Macao sono i due paesi che la Repubblica Popolare Cinese ha recentemente annesso nei suoi territori senza alcuna forzatura militare. Nonostante la difficile vicenda di Macao, che dal 1966 è stata oggetto di continui tira e molla da parte del Portogallo e della Cina, alla fine anch’essa ha raggiunto lo stato, insieme ad Hong Kong, di “regione amministrativa speciale”, ovvero quelle regioni del paese che godono di una larga autonomia economica ed amministrativa, nonostante rimanga il controllo formale del Governo Centrale.

Entrambe le regioni fanno parte del progetto di riunificazione cinese, insieme a Taiwan, che è una delle prime priorità dei leader cinesi da Deng Xiaoping fino ad oggi con Hu Jintao, di cui ha fatto, della riunificazione con Taiwan, la sua missione politica più importante che come promesso da lui stesso, dovrà avvenire prima del termine del suo mandato.

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