Ma la Cina è un’economia di mercato?

renminbi_2004284cNegli ultimi mesi sulla stampa internazionale si è sviluppato un ampio e approfondito dibattito relativo alla possibilità che alla Repubblica Popolare Cinese venga attribuito dal WTO, dopo 15 anni dal suo ingresso, lo status di “economia di mercato”. A gran voce si sono subito levate le proteste dei rappresentanti politici delle borghesie occidentali terrorizzati dal fatto che questo riconoscimento ostacolerebbe l’imposizione di dazi e misure protezionistiche nei confronti dei prodotti e delle aziende cinesi. I paladini del neoliberismo sembrano aver rapidamente cambiato opinioni sulle virtù salvifiche del libero scambio e della libera concorrenza, per trasformarsi in sostenitori del protezionismo più intransigente! Questa isteria dilagante ha avuto inoltre lo strano effetto  di saldare un’innaturale alleanza nel nostro continente tra lavoratori, privi ormai di organizzazioni politiche in grado di costruire una coscienza ideale alternativa e autonoma, e classe imprenditoriale. I timori principali, che le classi dominanti europee cercano di presentare sotto la falsa veste di “interessi generali”, sono da ricondurre al fatto che questo cambiamento potrebbe arrecare pesanti danni in termini di occupazione e crescita economica alle già dissestate economie capitalistiche occidentali.

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Priorità: sradicare la povertà e trovare un lavoro per tutti!

xin_072020516072051517201I dibattiti fra gli accademici e i militanti di sinistra occidentali sono spesso lontani dalle difficili realtà concreta cui è immersa la Cina. Si tende così a scordarsi che l’immenso paese asiatico ancora 82,5 milioni di persone soffrono di uno stato di povertà e che dunque sradicare la stessa è la priorità numero uno del Partito Comunista Cinese, ben più che l’affermazione rapida del comunismo. In questo senso il governo di Pechino ha comunicato che una crescita “solo” del 7,3% o del 7,2% è inserita entro un rango ancora accettabilissimo, poiché la priorità numero uno oggi è l’impiego da trovare a tutti le persone attive: 7,27 milioni di neo-laureati riceveranno infatti un lavoro nel 2014 e si calcola che altre 10 milioni di persone riusciranno a uscire da una condizione di povertà.

Cina: per la pace senza atteggiamenti imperialisti

China-90th-anniversary-CPC-300x168La Cina non è in alcuna maniera paragonabile agli Stati Uniti, questi infatti depredano, rubano e affamano i popoli, convincendoli che qualcuno, forse, magari in un giorno lontano, pure tra di loro, ce la potrà fare, perché questo è il modello a stelle e strisce, in cui uno emerge, mentre migliaia sprofondano, un modello culturale fondato sulla sopraffazione, in cui vince solo il più forte. Proprio in ragione di questo modello gli Stati Uniti cercano, con le unghie e coi denti, di rimanere i più forti, scatenando guerre civili molto più presentabili dei colpi di stato di nixoniana memoria, sebbene il risultato finale ponga Obama e Nixon di fronte alla storia come autori dei medesimi efferati delitti ai danni di svariati popoli.

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Onore a Jian Wei Pan e alla Cina, potenza mondiale grazie agli insegnamenti di Deng Xiaoping

panLa Cina è la nazione che primeggia in diversi campi, ovviamente nel silenzio dei media occidentali, che, palesandosi sempre più minacciosa la contrapposizione globale e militare con l’imperialismo a stelle e strisce e i suoi alleati, agisce come moltiplicatore permanente di un atteggiamento denigratorio nei confronti del gigante asiatico. Gli esempi potrebbero essere infiniti. In Africa la Cina è vissuta come una grande benefattrice, costruendo strade, pozzi, scuole e pagando dieci volte di più le materie prime che noi rubavamo fino a qualche anno fa. La Cina è la prima nazione al mondo per sviluppo di tecnologie ecologiche. Panelli solari e pale eoliche sono ovunque e garantiscono da sole l’energia necessaria per città di oltre 30mila abitanti. La Cina ha abbandonato la produzione di auto inquinanti, solo ibride ed elettriche, mentre da noi vige il ricatto dei grandi petrolieri.

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Metrò gratis per chi ricicla. Nuova idea ecologica di Pechino

bottigliecinaLa metropolitana di Pechino consente ai passeggeri di viaggiare gratis in cambio di bottiglie di plastica. In questo modo i passeggeri possono contribuire a perservare l’ambiente e al contempo risparmiare i soldi del viaggio. Nel mezzo di trasporto, momentaneamente solo la linea 10, sono state installate quattro macchine di “reverse vending” atte a raccogliere i recipienti di plastica. Lo riporta il sito China.org.cn. Per ogni bottiglia il passeggero riceverà tra i 0,5 e gli 0,15 dollari, che significa che con 15 bottilglie ci si può muovere liberamente per una qualsiasi delle 8 linee e 105 stazioni della metropolitana della capitale cinese. Le bottiglie vengono raccolte in modo automatico e dopo inviate a un impianto di riciclaggio. Il servizio è ancora in fase di rodaggio e dovrebbe essere esteso a tutte le fermate della metropolitana di Pechino. Le autorità stanno valutando anche la possibilità di estendere questo servizio alle fermate degli autobus e ad altri mezzi di trasporto.

Mentre il Ticino investe nel carbone, Pechino lo abbandona

green-chinese-flagLe autorità della capitale cinese sono impegnati a eliminare quest’anno più di un milione di tonnellate di carbone dal sistema di riscaldamento per aiutare a diminuire l’inquinamento e le condizioni dell’aria a Pechino. In Svizzera, invece, l’Azienda Elettrica Ticinese (AET) decide di investire proprio in questo settore d’altri tempi… che la Cina è il futuro lo si capisce anche da queste piccole cose! Secondo quanto riportato dalla stampa locale, ripresa dall’agenzia di stampa latinoamericana “Prensa Latina”, entro la fine del 2015 il sistema a caldaia utilizzata principalmente per il riscaldamento sarà eliminato e quindi l’utilizzo di questo combustibile altamente inquinante sarà soppresso. Le microparticelle emesse dalle caldaie a carbone sono una grave minaccia per il cuore ed i polmoni delle persone come hanno affermato i medici intervistati dal quotidiano “China Daily”. Si tratta di un ulteriore miglioramento ecologico, se pensiamo che la capitale della Repubblica Popolare ha smesso di usare già lo scorso anno oltre 700mila tonnellate di carbone. Con la riduzione nel 2013 di altri 1,4 milioni di tonnellate di questo combustibile, a Pechino si consumano oggi 21,5 milioni di tonnellate: un passo in avanti secondo le direttive dell’Ufficio per la Protezione dell’Ambiente e della Commissione per la riforma e lo sviluppo del governo cinese e del Partito Comunista Cinese.

La rete internet più veloce e efficiente del mondo è cinese!

IPv6La Royal Society di Londra ha rivelato che la Cina sta costruendo un nuovo sistema internet estremamente più veloce e performante degli standard attuali, in grado di elaborare i dati con il nuovo protocollo IPv6 (in sostituzione all’attuale IPv4). Il progetto si chiama Next Generation Internet (NGI) e con esso la Cina vuole superare gli attuali limiti del mondo della comunicazione digitale: lo spazio e i virus. Gli scienziati cinesi godono di condizioni economiche vantaggiose rispetto ai colleghi occidentali e non devono temere il mercato, in quanto sono sostenuti dal governo di Pechino e dal Partito Comunista Cinese. Questa pianificazione scientifica è alla base della supremazia cinese anche nell’ambito di internet, basti pensare che IPv6 è già in funzione nel territorio nazionale, mentre Europa e USA restano fermi al vecchio protocollo. Inoltre, a differenza delle reti utilizzate oggi, la NGI fa capo all’Architettura di Convalida dell’Indirizzo d’Origine (SAVA), che autentica tutti gli utenti che si connettono alla rete, bloccando invece le connessioni sospette che possono rappresentare virus e “junk” maligni.

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