Ma la Cina è un’economia di mercato?

renminbi_2004284cNegli ultimi mesi sulla stampa internazionale si è sviluppato un ampio e approfondito dibattito relativo alla possibilità che alla Repubblica Popolare Cinese venga attribuito dal WTO, dopo 15 anni dal suo ingresso, lo status di “economia di mercato”. A gran voce si sono subito levate le proteste dei rappresentanti politici delle borghesie occidentali terrorizzati dal fatto che questo riconoscimento ostacolerebbe l’imposizione di dazi e misure protezionistiche nei confronti dei prodotti e delle aziende cinesi. I paladini del neoliberismo sembrano aver rapidamente cambiato opinioni sulle virtù salvifiche del libero scambio e della libera concorrenza, per trasformarsi in sostenitori del protezionismo più intransigente! Questa isteria dilagante ha avuto inoltre lo strano effetto  di saldare un’innaturale alleanza nel nostro continente tra lavoratori, privi ormai di organizzazioni politiche in grado di costruire una coscienza ideale alternativa e autonoma, e classe imprenditoriale. I timori principali, che le classi dominanti europee cercano di presentare sotto la falsa veste di “interessi generali”, sono da ricondurre al fatto che questo cambiamento potrebbe arrecare pesanti danni in termini di occupazione e crescita economica alle già dissestate economie capitalistiche occidentali.

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