Fondato a Pechino il Forum Mondiale Culturale

falce-martello-cineseOvunque io vada, mi sento porre la stessa domanda: “La Cina è ancora un paese comunista?”. La mia risposta è sempre la stessa: “La Cina è una delle culture più antiche e più importanti della terra, la sua leadership la definisce ‘paese socialista con caratteristiche cinesi’. E quando la Cina dice qualcosa, dovrebbe essere presa sul serio; il mondo dovrebbe ascoltare”. L’Occidente e i suoi defunti intellettuali di sinistra dimostrano arroganza e sciovinismo quando trattano la Cina. Dovrebbero tacere una volta per tutte, ascoltare e imparare qualcosa dalle grandi nazioni non occidentali e dalle loro culture!

In una recente intervista, Noam Chomsky ha dichiarato: “L’Europa è prevalentemente razzista” riferendosi al comportamento dell’Europa nei confronti della Turchia. Ma da prova di essere veramente razzista quando si rapporta con ciò che è definito “Far East” in generale e verso la Cina in particolare.

Quindi, è la Cina un paese marxista? Lo è sicuramente! Jeff J. Brown presto pubblicherà un libro nella quale è dimostrato esattamente questo: “China is communist, Damn It!”.

È ora di rompere il monopolio del noioso e stereotipato racconto “ufficiale” occidentale sulla Cina! Ci sono centinaia di validi motivi per ritenere che molti dei leader e moltissimi cinesi sono veri comunisti maoisti e veri internazionalisti.

Il “1° Forum Mondiale Culturale” tenutosi al Garden Hotel di Pechino il 18 e il 19 ottobre 2015, ha superato tutte le speranze e le aspettative di coloro convinti che la Repubblica popolare cinese è in realtà un modello emozionante e vibrante di economia mista, diretto dal Partito Comunista Cinese (PCC), un partito ideologicamente forte. Non si tratta di un “modello perfetto”, sicuramente non perfetto, ma pieno di vitalità, di zelo e di speranza!

Il Forum culturale è stato organizzato grazie alla spinta fondamentale dell’Accademia cinese delle Scienze Sociali (CASS), il principale organismo intellettuale cinese. Con sorpresa, alcuni dei più grandi studiosi russi sono stati invitati a partecipare dai loro compagni cinesi, oltre a diversi intellettuali dissidenti occidentali e non, tra i quali l’egiziano Samir Amin sono stati anche alcuni intellettuali dissidenti occidentali e non occidentali, in particolare il signor Samir Amin dall’Egitto.

L’evento organizzato è stato fondamentale per l’unità internazionale, un luogo in cui importanti filosofi marxisti cinesi e russi hanno denunciato gli orrori commessi dall’imperialismo occidentale in tutto il mondo. Gli studiosi hanno discusso dell’importanza di smarcare la realtà globale dalla spaventosa e distruttiva egemonia culturale ed economica dell’Occidente, autodistruttiva e fallimentare.

Spiega uno degli organizzatori che “le lingue in questa conferenza sono il cinese, il russo e l’inglese” perchè “non vogliamo che la lingua inglese sia dominante per i nostri eventi”.

Durante i discorsi, cinesi e russi hanno recitato poesie, ciascuno nella loro lingua dì origine, cantando anche vecchie e gloriose canzoni comuniste. Hanno dimostrato una importante conoscenza delle rispettive culture, esprimendo profondo rispetto l’una per l’altra.

Hanno discusso di come il pensiero culturale dell’Occidente abbia dominato e spesso distrutto i sistemi culturali e educativi di innumerevoli paesi in tutto il mondo.

Questa è stata la fondamentale sfida intellettuale o più precisamente è stata la fase iniziale di una guerra intellettuale. Oggi, la “Divisione Accademica degli studi del marxismo” della Cina (CASS) è ormai in prima linea per contrastarlo!

Dice un importante pensatore russo, Aleksandr Buzgalin, Professore presso Università Statale di Mosca: “La Russia e la Cina hanno grandi presupposti per costruire reciproche alleanze culturali”.

Il professor Buzgalin ha parlato dell’Unione Sovietica: “In URSS, abbiamo vissuto in una cultura globale, non locale. Nel nostro paese, son stati stampati più libri di Shakespeare e Hemingway che nel Regno Unito e negli Stati Uniti”. Poi ha proseguito: “La Cultura per noi non è solo un bellissimo vestito, ma ciò che possiamo fare per il nostro popolo e per i popoli di India o dell’Africa”.

Ha parlato di due grandi paesi, Cina e Russia, a proposito della cooperazione futura che potrebbe condurre alla costruzione di una realtà globale ove il progresso non sarà misurato in base al mercato ma dalle arti, dalla scienza e dall’istruzione. “Un nuovo ordine mondiale culturale”. Le imponenti radici culturali/bi-linguistiche scientifiche sino-russe in primo piano per la costruzione del cosiddetto “Nuovo ordine mondiale culturale”.

Prosegue sua moglie, Liudmila Bulavka-Buzgalina (Professoressa all’Università di Mosca di Finanza e Diritto): “Il potenziale creativo della personalità non è paragonabile al capitale umano che utilizza solo il denaro (investito) come misura di sviluppo, da cui deriva una limitazione delle qualità e dei valori umani  alla unica ricerca di profitto.

Li Shenming, Direttore del Centro di Ricerca del Socialismo Mondiale e Vice Direttore del Comitato per gli affari interni e giudiziari del Congresso Nazionale del Popolo ha approfondito il concetto riguardante l’importanza della difesa del marxismo cinese e mondiale: “Alcuni dicono che ‘lo spettro del marxismo’ ci ha già abbandonato, ma non lo ha fatto! Aleggia sopra di noi, ci osserva dall’alto … Non è mai cessato di esistere!”

Uno dopo l’altro, gli accademici cinesi russi e degli altri paesi presenti hanno discusso di cultura, di marxismo, della Repubblica Popolare Cinese e del nostro martoriato (principalmente dall’imperialismo occidentale) ma meraviglioso pianeta.

Qui siamo tutti d’accordo: il nostro è un meraviglioso pianeta, e per esso vale la pena lottare!

Cultura rossa

“Delle sole quattro civiltà globali riconosciute a livello storico la cultura cinese è l’unica ancora in vita” ha spiegato Zhang Quanjing, ex Capo del Dipartimento Organizzativo del Comitato Centrale del PCC. “Grazie al marxismo e al comunismo, sotto la guida del Partito Comunista, la nostra nazione è sopravvissuta e si è strenuamente difesa… La Cultura è stata fondamentale durante la rivoluzione, ciò per il suo profondo valore spirituale ”.

Il compagno Zhang ha parlato di “ Cultura Rossa” e di come essa ha  sempre lottato contro l’oppressione e la superstizione religiosa.

“La cultura appartiene al popolo, non a una minoranza di persone”, ha concluso Zhang. “Nel 1945 il presidente Mao ha affermato che l’arte e la cultura sono dei principi basilari e dovrebbero servire il popolo!”

Un grande ottimista che sputava in faccia a quell’oscuro nichilismo diffuso dai mass-media occidentali, coi loro deprimenti film horror e i loro dogmi religiosi!

Il Forum culturale mondiale è dunque nato!

“E ‘davvero necessario istituire il “World Cultural Forum” che possa realmente riflettere  la volontà dei lavoratori in tutto il mondo” ha proclamato Cheng Enfu, Direttore della Divisione Accademica di Studi Marxisti (CASS), aggiungendo che lo spirito del marxismo debba essere ampiamente diffuso in tutto il mondo.

Gli organizzatori mi hanno invitato a parlare verso la fine dell’iniziativa, per concludere e riassumere gli appassionanti temi discussi nei due giorni di Forum, per me un grande onore!

Ho raccontato dei miei ultimi quattro anni di viaggi in diversi paesi in cui ho accumulato prove riguardanti le ultime rivoluzioni “colorate”: degli ombrelli ecc.; tutti tentativi dei paesi occidentali dediti alla cospirazione: diffamazione di militanti marxisti e distruzione di movimenti rivoluzionari, rovesciamento di legittimi governi fino alla disgregazione di interi paesi. Ne parlo nel mio libro di 840 pagine “Exposing Lies of The Empire”.

“L’obiettivo cospirativo dei paesi occidentali, illegale dal punto di vista del diritto internazionale, è sempre lo stesso da anni, decenni, secoli: distruggere chiunque non si pieghi al suo dominio. I governi dei paesi indipendenti che han servito il proprio popolo sono stati attaccati e completamente distrutti, eccetto piccole eccezioni quali Cina, Cuba, Venezuela e Vietnam”.

Gli accademici russi mi hanno accolto molto calorosamente, invitandomi a Mosca e a San Pietroburgo. I compagni cinesi hanno cominciato a trattarmi come se fossi russo dimostrando forte empatia.

Ho portato un messaggio dal Sud America, in cui ho vissuto per diversi anni: “Mentre sorge la meravigliosa unità tra Cina e Russia anche grazie ai nostri sforzi comuni, le nostre rivoluzioni sono sotto attacco diretto da parte dell’Occidente. Vi preghiamo di non dimenticare il Venezuela, l’Ecuador, Cuba e le altre orgogliose nazioni in prima linea nella lotta contro l’imperialismo occidentale e il fascismo! Ora esistono tre grandi centri della resistenza antimperialista: Cina, Russia e America Latina. Tra i tre il più vulnerabile è l’America Latina e sta lottando per la sua sopravvivenza!”

Certo, attualmente vi sono altri grandi e piccoli paesi fondamentali nella lotta antimperialista. Tra questi la Siria, l’Iran, il Sudafrica e l’Eritrea che lottano con fermezza il terrorismo dell’Occidente. Questo incontro, questa dimostrazione di unità, è stato troppo breve per poter affrontare tutte le numerose questioni e sfide del nostro pianeta; è solamente l’inizio. Un grande esordio! In futuro, nessun paese sarà dimenticato e nessuna sfida sarà ignorata!

 Fonte:  Leading Marxist Academics of China and Russia United

Traduzione: LaCinaRossa

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1 commento

  1. Veramente interessante!!Il marxismo-leninismo ,con oon i colori cinesi,ha salvato la Cina:nel xx1 secolo,salverà’ il mondo!!!!!


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