La Cina abbandonerà il calcolo del PIL: per misurare la qualità di benessere conta socialità ed ambiente!

A-Strong-WindIl benessere viene comunemente misurato attraverso il livello di ricchezza. La Cina socialista ha deciso di cambiare strada. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) come strumento di misura della performance locale sarà sostituito in oltre una settantina di città e distretti della Repubblica Popolare. I vertici del Partito Comunista Cinese l’hanno stabilito alla fine dell’anno scorso e il premier Xi Jinping l’ha ribadito nel giugno 2014: “Non possiamo più usare il semplice PIL per decidere chi sono i più bravi”. I funzionari governativi stanno eseguendo il contr’ordine: ora chiedono l’attenzione per l’ambiente e la riduzione della povertà. Insomma la Cina sta abbandonando il dogma della crescita economica ad ogni costo promosso con le riforme del “socialismo di mercato” per incoraggiare una migliore qualità della vita per i lavoratori.

Nel Fujian, una provincia costiera finora concentrata sull’export e sul settore manifatturiero, si sostituirà ad esempio il PIL con indici sull’agricoltura e la protezione dell’ambiente in diverse decine dei suoi distretti. Prima si era mossa la città di Hebei, a nord di Pechino, centro siderurgico, con l’obiettivo di ridurre le industrie che producono smog, con numerosi cementifici e acciaierie fatti chiudere.

Oltre a ciò il Partito Comunista Cinese ha dato avvio a un nuovo piano di lotta alla povertà e per lo sviluppo delle aree rurali. Nel 2020 la Repubblica Popolare vorrebbe sradicare del tutto la povertà. E l’Università di Hebei sta studiando come favorire il “turismo rosso” e il “turismo ecologico” per migliorare la cooperazione regionale e le infrastrutture in periferia.

Le aree di Guangxi, Guangdong e Jiangxi hanno a loro volta smesso la corsa alla crescita, incoraggiando il settore terziario e il settore primario tramite la trasformazione non industriale dei suoi prodotti.

Nella popolosa provincia del Sichuan si è deciso che in 58 suoi distretti le prossime valutazioni del progresso locale verranno calcolate su due parametri: la misurazione degli acri di foresta conservati e quella della diminuzione del tasso di povertà conseguita. 

Anche a Pechino si sta procedendo in questa direzione: il Partito Comunista Cinese si è vantato di aver chiuso oltre 200 aziende considerate inquinanti e riconvertito i capitali in settori legati all’informatica e alle banche che hanno coperto più del 50% della crescita del PIL cittadino, tuttora in vigore ma con contenuti diversi.

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