Onore a Jian Wei Pan e alla Cina, potenza mondiale grazie agli insegnamenti di Deng Xiaoping

panLa Cina è la nazione che primeggia in diversi campi, ovviamente nel silenzio dei media occidentali, che, palesandosi sempre più minacciosa la contrapposizione globale e militare con l’imperialismo a stelle e strisce e i suoi alleati, agisce come moltiplicatore permanente di un atteggiamento denigratorio nei confronti del gigante asiatico. Gli esempi potrebbero essere infiniti. In Africa la Cina è vissuta come una grande benefattrice, costruendo strade, pozzi, scuole e pagando dieci volte di più le materie prime che noi rubavamo fino a qualche anno fa. La Cina è la prima nazione al mondo per sviluppo di tecnologie ecologiche. Panelli solari e pale eoliche sono ovunque e garantiscono da sole l’energia necessaria per città di oltre 30mila abitanti. La Cina ha abbandonato la produzione di auto inquinanti, solo ibride ed elettriche, mentre da noi vige il ricatto dei grandi petrolieri.

Questo cambiamento a Pechino è possibile perché non vi è un lobby industriale, il controllo socialista sull’economia è totale, la pianificazione forte, la libertà di impresa indirizzata e controllata a vantaggio del benessere dei cittadini. Pure nelle campagne e nelle zone interne il reddito personale è aumentato, ancora un volta, e ora di ben il 18%. Una sfida immane per un popolo che nel solco delle idee di Deng Xiaoping ha prima migliorato le condizioni di vita di mezzo miliardo di cittadini e ora si preoccupa dei restanti 800 milioni, perché in Cina, anche se qualcuno volutamente se lo dimentica, vive un quinto degli abitanti del pianeta.

Dopo che per anni per gli anziani esisteva solo la miserevole scodella di riso maoista, oggi si è avviato un sistema pensionistico che tutela la metà della popolazione e conta, nel giro di una manciata di anni, di tutelare tutte e tutti i cittadini. La Cina di oggi ha integrato un moderno sistema industriale, in cui è falso che si lavori 14 ore al giorno ed è falso che le multinazionali controllino la produzione, ma è vero il contrario, che producono sotto il controllo cinese, per di più con nuove rappresentanze sindacali interne elette direttamente dai lavoratori.

L’economia di piano, non il libero mercato, ha portato in venti anni 400 milioni di persone dalle comuni agricole alla produzione industriale metropolitana, un esodo di proporzioni inenarrabili, assorbito con qualche disagio, ma con una intelligenza e una capacità di garantire servizi, casa, cibo, che in qualunque altra parte della terra sarebbe inimmaginabile.

Il socialismo cinese è questo. Ed è anche, al contrario di quello sovietico, capace di stabilire una continuità nella diversità, non rinnegando il maoismo, ma leggendolo criticamente, condannandone le involuzioni tanto ideologiche, quanto economiche, ma riconoscendosi in quel percorso che dalla Lunga Marcia alla fondazione della Repubblica Popolare ha fatto della Cina, nel solco del pensiero marxista, del metodo del materialismo dialettico, nello sviluppo creativo di quel pensiero apportato da Mao Ze Dong, in particolare nella sua elaborazione nazionale e antimperialista, la potenza che è oggi.

Da ultimo mi si permetta di sottolineare che la Cina non è ammalata di “produttivismo”, la Cina produce e innova perché ha una straordinaria schiera di scienziati che sono tra i migliori del mondo. La più grande e sensazionale scoperta del 2013 è dovuta a Jian Wei Pan. La sua fotografia dovrebbe campeggiare gigantesca su tutti i giornali che vogliano ricordare il personaggio più importante dell’anno. Il premio Nobel gi sarebbe dovuto essere attribuito all’unanimità e in un tripudio sincero per il grande balzo scientifico che ha fatto compiere all’umanità. Invece il 2013, ancora una volta per via del consolidato odio anticinese dell’Occidente, si chiude senza che di lui si sappia quasi nulla.

A maggio il grande fisico Jian Wei Pan, coordinando un gruppo di scienziati, che, come ricordano Burgio, Sidoli e Leoni lavorano in un contesto collettivistico, è riuscito a teletrasportare alla velocità della luce, per una distanza di 97 chilometri, un gruppo di 100 milioni di atomi di rubidio, realizzando il primo teletrasporto quantistico di oggetti macroscopici.

La Cina è questo e molto altro e, come ricorda Fabio Scolari nel suo articolo, per fortuna, è il futuro, anche il nostro. Almeno di chiunque aspiri a un mondo più giusto, più libero, più rispettoso di ciascuno popolo, più eguale.

Davide Rossi

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