“Shuiyin Jie – Trap Street”, un film contro la Cina

cina_rossi_GCUna regista cinese che nasconde il suo vero nome dietro uno pseudonimo occidentale: Vivian Qu, già un po’ insospettisce, ma come dire, si rischia di essere tacciati di preventiva ostilità e quindi mi reco con cuore aperto alla proiezione del suo film: Trap street.

La trama è presto detta. Un ragazzo lavora per l’agenzia comunale di Pechino che procede alle cartografie delle vie e alla registrazione dei nuovi palazzi che vi si costruiscono. Il giovane si innamora di una bella ragazza che lavora in un palazzo e in una via che sulle cartine non devono finire, essendo la strada e la sede di un laboratorio segreto. La sua insistenza nel frequentare quella via negli orari più disparati, per provare a incontrare l’amata, e alcuni dati su chiavette usb persi dalla ragazza e trafugati, di cui il ragazzo ritrova il supporto informatico e diligentemente lo restituisce, non evitano da parte delle autorità di polizia di far rientrare il giovane tra gli indagati.

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