Mentre il Ticino investe nel carbone, Pechino lo abbandona

green-chinese-flagLe autorità della capitale cinese sono impegnati a eliminare quest’anno più di un milione di tonnellate di carbone dal sistema di riscaldamento per aiutare a diminuire l’inquinamento e le condizioni dell’aria a Pechino. In Svizzera, invece, l’Azienda Elettrica Ticinese (AET) decide di investire proprio in questo settore d’altri tempi… che la Cina è il futuro lo si capisce anche da queste piccole cose! Secondo quanto riportato dalla stampa locale, ripresa dall’agenzia di stampa latinoamericana “Prensa Latina”, entro la fine del 2015 il sistema a caldaia utilizzata principalmente per il riscaldamento sarà eliminato e quindi l’utilizzo di questo combustibile altamente inquinante sarà soppresso. Le microparticelle emesse dalle caldaie a carbone sono una grave minaccia per il cuore ed i polmoni delle persone come hanno affermato i medici intervistati dal quotidiano “China Daily”. Si tratta di un ulteriore miglioramento ecologico, se pensiamo che la capitale della Repubblica Popolare ha smesso di usare già lo scorso anno oltre 700mila tonnellate di carbone. Con la riduzione nel 2013 di altri 1,4 milioni di tonnellate di questo combustibile, a Pechino si consumano oggi 21,5 milioni di tonnellate: un passo in avanti secondo le direttive dell’Ufficio per la Protezione dell’Ambiente e della Commissione per la riforma e lo sviluppo del governo cinese e del Partito Comunista Cinese.