Il governo cinese riduce le imposte agli operai e le aumenta ai ricchi

Il 1° luglio 2011 il Congresso Nazionale del Popolo cinese ha adottato una riforma del sistema di tassazione esistente nell’importante paese asiatico, basata su tre assi centrali e che entrerà in vigore dal settembre dello stesso anno. In primo luogo vengono esonerati totalmente dalle imposte dirette i redditi mensili di lavoratori e pensionati con entrate mensili inferiori ai 3500 Yuan (circa 530 dollari), contro il tetto di 2000 yuan esistente in precedenza: un risparmio del 5% a favore della fascia della popolazione cinese con il potere d’acquisto più basso, un incremento del 5% del reddito reale degli operai con guadagni mensili compresi tra i 2000 ed i 3500 yuan.
Secondo elemento, il processo di riduzione del carico fiscale per gli operai, impiegati e contadini con un reddito mensile compreso tra gli 8000 ed i 12000 yuan, equivalente in media a circa 480 yuan: con un derivato aumento del loro potere d’acquisto reale pari a circa il 4% a partire dal 1 settembre.
In terza battuta, i redditi più elevati e superiori ai 39000 yuan mensili vedranno invece aumentare in modo sensibile l’ammontare del loro carico fiscale: ad esempio i redditi mensili equivalenti a 100000 yuan dovranno pagare un surplus mensile di 1095 yuan rispetto alle aliquote fiscali previste in precedenza, prima dell’entrata in vigore della riforma fiscale.
Una modesta proposta, sicuramente più riformista che non rivoluzionaria, ma che in momenti di crisi da un segnale completamente opposto a quello che oggi danno tutte le “buone democrazie” occidentali: mandiamo via i vari “Robin Hood alla rovescia” che abbiamo in Svizzera o in Europa (dove si riducono le aliquote solo ai cittadini facoltosi e a persone giuridiche che fanno utili), e per almeno un anno diamo pieni poteri ai comunisti cinesi al fine di cambiare l’iniquo sistema di tassazione (evasione, elusione, ecc.) vigente in tanti paesi europei…
Certo, bisognerebbe anche aver via via costruito un’economia come quella (prevalentemente socialista) cinese, la quale nella prima metà del 2011 a visto aumentare il suo PIL del 9,6% e le sue già enormi riserve statali di moneta/titoli esteri a ben 3200 miliardi di dollari a fine giugno del 2011.

Annunci

Lascia un commento

Non c'è ancora nessun commento.

Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...