Quando “pace ” vuol dire politica

Da anni la politica ha occupato il palco dei Nobel. In vista dunque del sempre più crescente ed ingiustificato timore verso la Repubblica Popolare Cinese da parte degli ambienti politici ed economici occidentali, ecco che anche un’onorificenza può diventare uno strumento nelle mani della propaganda anti-cinese e anti-comunista.

Liu Xiaobo è stato recentemente insignito del prestigioso premio, il “Nobel per il mantenimento della pace”, nonostante egli sia stato condannato dalla giustizia cinese come un sovvertitore dell’ordine costituzionale che sta facendo passi avanti in ogni campo, compreso quello sviluppo della democrazia socialista. Non è un mistero che l’Occidente oggi in piena crisi economica e sociale tenti di evitare – in pieno stile imperialista – che nasca un ordine multipolare e pacifico su iniziativa di Pechino e non è un mistero che per fare questo siano necessari dei traditori del proprio paese.

Liu Xiaobo è pure uno dei firmatari della “Carta 08”, un documento che al di là di negare i benefici ottenuti dal Partito Comunista Cinese, vorrebbe farla finita con la Rivoluzione e vorrebbe aprire al mercato anche quei settori economici strategici che lo Stato socialista cinese non intende liberalizzare. Liu Xiaobo fa parte, insomma, di quella schiera di cinesi che hanno ceduto alle lusinghe e alle paranoie dei potentati occidentali nemici della Repubblica Popolare e della sua sovranità sia politica sia economica, fra cui ricordiamo anche l’influente cardinale Joseph Zen Ze-kiun, ardente promotore dell’influenza della Curia pontificia sulla Cina, in contrapposizione ad una Chiesa popolare che non si piega alle incomprensibili manovre del Vaticano.

La Repubblica Popolare Cinese è un paese orgoglioso, fiero della sua indipendenza. Dopo secoli passati sotto il dominio occidentale, che hanno portato fame e miseria, la maggioranza dei cinesi vede nel governo e nel Partito Comunista (che guida la società assieme a otto altri partiti antifascisti non comunisti!) l’unico garante della propria sovranità e della propria crescita. Purtroppo l’Occidente si cura solo di dare risalto alle notizie riguardanti quei pochi mercenari che agiscono con metodi anti-costituzionali disegnando la Cina come una nazione nemica dell’uomo, dimenticando invece che proprio sull’uomo e sulla comunità collettiva è costruita la Cina che ha saputo unire maoismo e confucianesimo, portandola a vette mai raggiunte da nessun paese capitalista al mondo.

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