Essere comunisti oggi: riscoprire le radici e studiarne le moderne applicazioni

China-90th-anniversary-CPC-300x168Nell’odierna società globalizzata del XXI secolo definirsi, anche in una semplice conversazione tra amici, comunista può creare un senso di incredulità nell’ascoltatore. La caduta del Muro di Berlino e l’implosione dell’Unione Sovietica non solo hanno segnato la fine di una speranza per milioni di uomini, ma hanno anche inferto un duro colpo all’immagine di chiunque ancora aspiri a una trasformazione in senso socialista della società. A peggiorare questa situazione si sono in seguito aggiunti, soprattutto nei paesi dell’Europa occidentale, tranne qualche rara eccezione, persino tentativi disastrosi di una “rifondazione” dell’ideale comunista, che in verità hanno nascosto un puro e semplice liquidazionismo della gloriosa e anche complessa storia del movimento comunista novecentesco.

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La storia socialista come orizzonte ideale del mondo culturale cinese

mao_borghesiInviare intellettuali, scrittori e registi in aree rurali e regioni popolate dalle minoranze uigure e tibetane è una grande idea, certo non nuova, di derivazione maoista, tuttavia al mondo della cultura non è chiesto di impugnar la zappa, come ai tempi del Grande Timoniere, ma, come accaduto nell’Albania socialista della fine degli anni ’60, di andare in campagna per ricercare modelli autentici di ispirazione per le loro opere, smettendo di ispirarsi a una decadenza esistenzialista e metropolitana.

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La Cina abbandonerà il calcolo del PIL: per misurare la qualità di benessere conta socialità ed ambiente!

A-Strong-WindIl benessere viene comunemente misurato attraverso il livello di ricchezza. La Cina socialista ha deciso di cambiare strada. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) come strumento di misura della performance locale sarà sostituito in oltre una settantina di città e distretti della Repubblica Popolare. I vertici del Partito Comunista Cinese l’hanno stabilito alla fine dell’anno scorso e il premier Xi Jinping l’ha ribadito nel giugno 2014: “Non possiamo più usare il semplice PIL per decidere chi sono i più bravi”. I funzionari governativi stanno eseguendo il contr’ordine: ora chiedono l’attenzione per l’ambiente e la riduzione della povertà. Insomma la Cina sta abbandonando il dogma della crescita economica ad ogni costo promosso con le riforme del “socialismo di mercato” per incoraggiare una migliore qualità della vita per i lavoratori.

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Quale corso prenderà il socialismo mondiale del XXI secolo?

Relazione dell’on. Liu Changchun (Primo Segretario dell’Ambasciata della Repubblica Popoolare Cinese in Italia) durante l’assemblea svoltasi al Centro Culturale Concetto Marchesi di Milano il 7 giugno 2014 a cura della redazione de “La Cina Rossa“.

falce-martello-cineseLa Risoluzione del Terzo Plenum del XVIII Congresso del Partito Comunista Cinese ha messo in luce la necessità di «approfondire in maniera completa le riforme» al fine di «migliorare e sviluppare il sistema socialista con caratteristiche cinesi» e, così facendo, ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sull’attualità del socialismo. A seguito degli eventi riguardanti l’esperienza dell’ex Unione Sovietica e le vicende legate all’attuale crisi finanziaria, ciò che maggiormente interessa è comprendere la natura dell’attuale stadio del socialismo mondiale e la sua linea di sviluppo. Questo è un importante problema a cui la comunità accademica dovrebbe, prima o poi, dare una risposta.

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Un’importante lezione di diritto costituzionale dalla Cina

Hu Angang è direttore del Centro Studi per la Cina,un centro di ricerca congiunto della Accademia Cinese delle Scienze e dell’università Tsinghua. Questo articolo è distribuito dalla Guancha Syndicate e il suooriginale cinese è stato pubblicato nel Guancha.cn. (Traduzione in italiano di Ada Donno).

pcc_congressSHANGHAI – Due decenni fa, dopo la fine della guerra fredda, molti paesi non occidentali si sono sbarazzati de i loro sistemi politici precedenti, sostituendoli con la democrazia occidentale.Invece di assimilare tali sistemi stranieri tenendo anche conto delle loro culture politiche, molti di essi hanno semplicemente trapiantato il sistema presidenziale degli Stati Uniti sul proprio territorio. Allora, era opinione diffusa che la democrazia sarebbe stata la “panacea” che avrebbe curato tutte le disfunzioni dell’era sovietica. E le nuove democrazie avrebbero marciato assieme all’Occidente su un percorso comune fino alla fine della storia. Tuttavia, in soli 20 anni e passa, tutte queste nuove democrazie –comprese quelle esistenti nello stesso Occidente – senza eccezione alcuna, sono cadute in una profonda crisi di tipo strutturale.

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Priorità: sradicare la povertà e trovare un lavoro per tutti!

xin_072020516072051517201I dibattiti fra gli accademici e i militanti di sinistra occidentali sono spesso lontani dalle difficili realtà concreta cui è immersa la Cina. Si tende così a scordarsi che l’immenso paese asiatico ancora 82,5 milioni di persone soffrono di uno stato di povertà e che dunque sradicare la stessa è la priorità numero uno del Partito Comunista Cinese, ben più che l’affermazione rapida del comunismo. In questo senso il governo di Pechino ha comunicato che una crescita “solo” del 7,3% o del 7,2% è inserita entro un rango ancora accettabilissimo, poiché la priorità numero uno oggi è l’impiego da trovare a tutti le persone attive: 7,27 milioni di neo-laureati riceveranno infatti un lavoro nel 2014 e si calcola che altre 10 milioni di persone riusciranno a uscire da una condizione di povertà.

Cina: per la pace senza atteggiamenti imperialisti

China-90th-anniversary-CPC-300x168La Cina non è in alcuna maniera paragonabile agli Stati Uniti, questi infatti depredano, rubano e affamano i popoli, convincendoli che qualcuno, forse, magari in un giorno lontano, pure tra di loro, ce la potrà fare, perché questo è il modello a stelle e strisce, in cui uno emerge, mentre migliaia sprofondano, un modello culturale fondato sulla sopraffazione, in cui vince solo il più forte. Proprio in ragione di questo modello gli Stati Uniti cercano, con le unghie e coi denti, di rimanere i più forti, scatenando guerre civili molto più presentabili dei colpi di stato di nixoniana memoria, sebbene il risultato finale ponga Obama e Nixon di fronte alla storia come autori dei medesimi efferati delitti ai danni di svariati popoli.

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