La rete internet più veloce e efficiente del mondo è cinese!

IPv6La Royal Society di Londra ha rivelato che la Cina sta costruendo un nuovo sistema internet estremamente più veloce e performante degli standard attuali, in grado di elaborare i dati con il nuovo protocollo IPv6 (in sostituzione all’attuale IPv4). Il progetto si chiama Next Generation Internet (NGI) e con esso la Cina vuole superare gli attuali limiti del mondo della comunicazione digitale: lo spazio e i virus. Gli scienziati cinesi godono di condizioni economiche vantaggiose rispetto ai colleghi occidentali e non devono temere il mercato, in quanto sono sostenuti dal governo di Pechino e dal Partito Comunista Cinese. Questa pianificazione scientifica è alla base della supremazia cinese anche nell’ambito di internet, basti pensare che IPv6 è già in funzione nel territorio nazionale, mentre Europa e USA restano fermi al vecchio protocollo. Inoltre, a differenza delle reti utilizzate oggi, la NGI fa capo all’Architettura di Convalida dell’Indirizzo d’Origine (SAVA), che autentica tutti gli utenti che si connettono alla rete, bloccando invece le connessioni sospette che possono rappresentare virus e “junk” maligni.

Sempre più rosso nelle imprese private cinesi

studentsDopo quelli sul rinnovamento generazionale all’interno del Partito comunista cinese in vista del XVIII congresso nazionale, altri dati testimoniano la sulla capacità di rinnovamento e adattamento alle nuove fasi dello sviluppo del socialismo con caratteristiche cinesi. Secondo i dati diffusi nel maggio scorso dall’Amministrazione Statale dell’Industria e del Commercio, nel settore privato dell’economia cinese i comitati di base del Partito comunista sono passati dai 100 mila del 2001 ai 300 mila del 2011, coprendo tutte le 210.000 grandi aziende private nel Paese e reclutando più di 3,5 milioni di membri del partito.

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In Cina l’energia eolica supera quella nucleare!

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E mentre in Occidente le lobby nucleari insistono con le centrali atomiche per produrre energia elettrica e la Francia invade addirittura militarmente il Mali per controllarne le risorse di uranio, la Repubblica Popolare Cinese avanza, lentamente ma con determinazione, verso soluzioni alternative. «L’energia eolica ha superato il nucleare diventando la terza più grande fonte energetica della Cina». La notizia viene confermata dalle colonne del Quotidiano del Popolo, l’organo di informazione del Comitato centrale del Partito comunista cinese.

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In Cina si riconferma l’attualità del pensiero di Lenin

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Fra il 20 e il 22 ottobre scorsi ha avuto luogo presso l’Università del Wuhan, in Cina, la Conferenza Internazionale sul Pensiero di Lenin nel XXI secolo e la sua validità. L’evento era diretto dal prof. He Ping ed è stato patrocinato da tre organismi del medesimo ateneo: la Facoltà di Filosofia, l’Istituto di Filosofia Marxista e l’Istituto di studi sul Marxismo occidentale. Se è vero che la maggior parte dei relatori era cinese e vicini al Partito Comunista al governo, non sono mancati interventi di esperti e militanti esteri provenienti da Austria, Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, India, Italia, Russia, ecc. Fra di essi spiccavano i nomi dell’accademico e dirigente comunista polacco Zbigniew Wiktor e l’esponente del Partito Comunista di Gran Bretagna (Marxista-Leninista) Ella Rule, che ha difeso apertamente e in dettaglio il contributo teorico e pratico di Stalin nella costruzione del socialismo. Il ricercatore austriaco Benjamin Opratke, invece, ha dissertato sul legame profondo che intercorreva fra Antonio Gramsci e il Marxismo-Leninismo. Era presente pure lo statunitense Norman Levine che ha rappresentato la tendenza opportunista della socialdemocrazia occidentale cercandodi mettere in contrapposizione Marx con i comunisti che gli sono succeduti. Il Partito Comunista Cinese e i suoi 80 milioni di membri, nonostante le molteplici riforme e aperture che ha saputo condurre, resta però fermo nei principi scientifici del Marxismo-Leninismo e nell’obiettivo strategico della trasformazione socialista prima e comunista poi dell’immenso paese asiatico.

I 30enni cinesi guadagnano più che i loro coetanei italiani!

soldicinesL’Emerging consumer survey 2013, indagine condotta dalla banca elvetica “Credit Suisse” in otto paesi emergenti, evidenzia come il salario medio mensile dei giovani 30enni cinesi sia di circa 1’100 euro, il 15% in più rispetto ai loro genitori. Quello dei trentenni italiani? Per quei pochi che lavorano è di 830 euro. I trentenni in Cina guadagnano più dei cinquantenni, e più dei coetanei italiani.

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Come cambia il mondo dopo il Congresso del PCC?

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Un impegno per il diritto alla salute nei paesi poveri

A-Strong-WindIl “Libro bianco sulla causa dell’igiene e sanità della Cina”, emesso il 26 dicembre 2012 dal governo della Repubblica Popolare Cinese, afferma che da tempo la Cina socialista partecipa attivamente alla causa sanitaria globale, offrendo assistenza nella costruzione di ospedali, nel training di personale sanitario, e nell’avvio della prevenzione e controllo delle malattie a molti paesi poveri e in via di sviluppo, il che ha svolto un enorme ruolo per lo sviluppo della causa sanitaria dei suddetti paesi.

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